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Carlos Latuff: la funzione dell’artista è violentare

Carlos Latuff

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Carlos Latuff è uno degli attivisti politici di sinistra più importanti in Brasile. Le sue vignette sono pubblicate in moltissimi paesi e i temi principali del suo lavoro sono legati ai diritti umani, alla cittadinanza, alla repressione di stato dei movimenti sociali e alla causa palestinese.

È già stato minacciato di morte, arrestato, il suo lavoro è molto diffuso su Internet e le sue vignette sono spesso utilizzate dai manifestanti come simbolo di lotta e denuncia.

Carlos Latuff

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Intervista pubblicata il 26/11/2014 su Nada Pop con il famoso fumettista e disegnatore militante brasiliano.

Nada Pop – La frase “La funzione dell’artista è violentare” di Glauber Rocha, è impressa sul tuo sito, come fosse il tuo motto. A tuo parere, questo è il vero ruolo dell’artista nella società? Ritieni che l’arte violenti meno di quanto dovrebbe, puoi fare degli esempi?

Latuff – Sì, è stato il mio motto. Io credo che non solo le arti, ma che tutto quanto oggi sia molto allineato, accomodato, nella cosiddetta “zona del confort”. Questo non è un fenomeno solo brasiliano, ho girato il mondo e ho visto lo stesso problema. Abbiamo un sistema politico ed economico che ci ha trasformati in meri consumatori di telefonini cellulari. Tanti moderni sistemi di comunicazione, per fare che cosa? Per fotografare il gatto, l’alluce, selfies e simili. In questa prospettiva, è necessario recuperare il valore dell’arte non come riaffermazione di questo modello, al contrario!Fare dell’arte il cuneo che spezzi il conformismo, il reazionarismo. È necessaria un’arte che vada oltre gli artisti alla Romero Britto, che apra le menti e le coscienze e non le inquadri sulle pareti.

 

Carlos Latuff

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Nada Pop – Lottare contro l’establishment è un compito che può comportare molte minacce di morte, oltre agli arresti ingiustificati… Tu stesso sei considerato un nemico pubblico di Israele e sei già stato minacciato di morte in varie situazioni. Hai vissuto qualche situazione di reale pericolo nella quale hai avuto paura di morire, quale?

Latuff – Sono solito dire che se si ha paura è meglio non impegnarsi nella lotta. Se stai sotto la pioggia non puoi aver paura di bagnarti. Se devo pagare un prezzo per le mie convinzioni, che sia. Ma non torno indietro, mi prendo la responsabilità di quello che dico, faccio e disegno.

Carlos Latuff

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Syria Apotheosis of barbarism

Syria Apotheosis of barbarism

Nada Pop – Il tema della repressione della polizia, così come la religione, sono i temi che più facilmente scatenano rabbia ed odio contro di te in Brasile? Quanto, secondo te, il nostro paese è democratico?

Latuff – non solo in Brasile, questo fenomeno si osserva anche negli Stati Uniti, come nel caso, per esempio, dell’assassinio del giovane nero Michael Brown da parte del poliziotto bianco Darren Wilson. La classe media bianca (sempre lei) si è tuffata di peso nella difesa di Wilson, usando gli stessi argomenti che in Brasile ben conosciamo per essere abbracciati dai sostenitori del partito di Jair Bolsonaro. Anche il Ku Klux Klan ha difeso il poliziotto. Negli Stati Uniti, come in Brasile, il profilo delle vittime della polizia ha a che fare con classe, genere e colore, non necessariamente in quest’ordine. Sono assolutamente convinto che negli Stati Uniti ed in Brasile la polizia uccida i poveri ed i neri. E ci saranno sempre degli idioti che credono nelle istituzioni di polizia, come fossero vacche sacre, al di sopra di ogni critica, credendo che si tratti di valorosi uomini di legge che versano il loro sangue per difendere la società. Come direbbe Humberto Gessinger, “e il fascista affascinante lascia le persone ignoranti affascinate”.

Quanto alla democrazia, non so cosa sia, non ho mai vissuto in una per saperlo.

C. L.

Carlos Latuff

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Nada Pop – Ci può fornire esempi di artisti / musicisti che trattino nelle loro canzoni di cause come, ad esempio, quelle dei palestinesi, dei curdi o dei Mapuche? E in Brasile, ci sono band di “mainstream” in cui riconosce un qualche interesse o desiderio di ritrarre i problemi sociali in Brasile?

Latuff – Amico, mi piacciono i Rage Against the Machine, i Rational ed iCalle 13, sono buoni esempi di musiche fatte per riflettere. Ho nostalgia dei Plebe Rude, quanto ci manca una band del genere! Anche figure come Cazuza (“la borghesia puzza”) e Renato Russo (“Che paese è questo?”) che, pur non essendo artisti impegnati, hanno fatto canzoni che hanno saputo andare”oltre”.

Carlos Latuff

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Nada Pop- vorrei che tu citassi altri artisti – fumettisti, illustratori, disegnatori – che hanno influenzato il tuo lavoro o che tu ammiri. Joe Sacco, Will Eisner, Artie Spigelman, sono artisti che tu raccomandi?

Latuff – Oh, certo, Joe Sacco ha realizzato vere e proprie opere di giornalismo illustrato, senza dubbio un buon riferimento. Così come le vignette di Naji al Ali (palestinese) ed i fotomontaggi di John Heartfield (comunista tedesco). Un grande riferimento è stata anche la rivista MAD ed i fumetti di guerra di Joe Kubert. C’è stato un tempo che mi piacevano i manga, sono arrivato al punto di andare a Tokyo, nel 1994, a visitare la mega editrice Shogakukan per vedere come venivano prodotti. Ho perso ogni entusiasmo per quel toyotismo artistico. Oggi ho una vera repulsa per quella roba.

Carlos Latuff

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Nada Pop – Latuff, grazie per la chiacchierata. Vorrei che, in chiusura, ci parlassi di qualche situazione o incontro che hai vissuto che ti sia servito come esempio o stimolo per il tuo lavoro. Inoltre, una mia domanda personale: cosa pensi delle manifestazioni di estrema destra che si stanno tenendo in tutto il paese?

Latuff – Ci sono stati diversi momenti. Quando ho incontrato Débora Maria da Silva, che ha avuto il figlio ucciso dalla polizia di San Paolo e ha fondato il movimento delle Mães de Maio (Madri di maggio), quando ho incontrato i familiari delle vittime del “Bloody Sunday ” in Irlanda del Nord, quando ho incontrato i giovani palestinesi al Social Forum di Porto Alegre. La lotta di queste persone alimenta la mia voglia di continuare a fare dell’arte uno strumento di lotta.

L’estrema destra è un tumore che non va mai via. Lui è sempre lì, nascosto da qualche parte nella società, ibernato, in attesa del momento giusto per crescere, alimentato da ignoranza e pregiudizio.

Carlos Latuff

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Fonte: http://carlinhoutopia.wix.com/carlinhonews#!carlos-latuff-intervista/cju

One comment
  1. Alisa Chshmarityan:Spasibo za tylpieye slova za tylpiey priyem v Belorussii. Mi gordimsya,za armyan za predelami nashey Rodini,za takix predstaviteley armyanskogo naroda, kak Nonna Nersisyan. Nonnochka ya rada,chto poznakomilas s vami!!!!Udachi v tvorcheskoy i lichnoy jizni!!!!Nadeyus eshe vstretimsya

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